Pagina:Il tesoro.djvu/88

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tenzione di Paolo, ma le dispiaceva la poca delicatezza di Giovanna, e quest’incidente, unito al solito dello scirocco che giungendole per le spalle le inumidiva i riccioli della nuca e le dava un brivido nervoso, finì col mettere di malumore anche lei.

Tenendole le mani, Paolo fece un lungo complimento a Giovanna, dopo di che ella si sedette in faccia alla finestra coi piedini in mostra, e la conversazione parve cominciare con dei dunque abbastanza animati. E si riprese a parlar del tempo, della noia, di una festa campestre, di Cosimo e della sua musica (Paolo non faceva mai suonare le signorine, non ignorando che non ne sapevano troppo); ma Elena, evidentemente annoiata, parlava poco, e Giovanna s’incantava guardando il piano, che rifletteva gli arabeschi delle cortine.

Anche Paolo perdeva ogni tanto il filo del discorso; non era in vena come le altre volte, non faceva complimenti e a momenti pareva inquieto e perplesso. Giovanna pensò: — Sta a vedere che stasera si dichiara!

Ma egli si contentava di ammirarle i piedini, e per esprimer in qualche modo la sua ammirazione cominciò a dire, muovendo la sua mazza elegante, che le sarde avevano quasi tutte piedini di fata.

Elena arrossì, nascose i suoi, ch’erano piccolissimi, e guardò violentemente Giovanna perchè,