Pagina:Il vaso di Pandora.djvu/4

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A quella uguale, che superbo il rende:
Un'altra stirpe, che da noi derivi,
Abiti il mondo: alla grand'opra intenti
Formar concordi amabile Donzella
20In ogni parte sua gentile, e vaga:
Paghi dell'ammirabile lavoro
Di lieti plausi risonar l'Olimpo
Fero i Numi giulivi, e un raro pregio
Donò ciascuno alla vezzosa figlia:
25A lei d'intorno collocò Ciprigna
Le Grazie, e dielle una flessibil voce
A seguir pronta d'armonia le leggi:
Cillenio diè facondia al labro; e parte
Del proprio genio, e del saper le infuse
30La Dea, ch'ebbe in Atene ed are, e voti:
L'opra è compita, allor gridò contento
Il Divin Coro: Giuno volse in giro
L'occhio ceruleo minaccioso: Giove,
Che della sposa, e d'ogni Nume intese
35I sensi occulti, e d'un audace orgoglio
Previdde i tristi perigliosi effetti,
Tutti racchiuse nell'eterna mente
I suoi giusti disegni, e rammentando
L'antica offesa, e la recente, ei stesso
40Dappoi che chiusa, e della propria impronta
Fregiata in man della gentil Donzella
Posta ebbe un'urna, (ah don fatale!) vanne,