Pagina:Iliade (Monti).djvu/190

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v.453 libro settimo 179

Quale il cor lo significa. Pel campo
Del consueto cibo si ristauri
Ognuno, e attenda alla sua scolta, e vegli.455
Col nuovo sole alle nemiche navi
Idéo sen vada, e ad ambedue gli Atridi
Di Paride, cagion della contesa,
Riferisca la mente, e una discreta
Proposta aggiunga di cessar la guerra,460
Finchè il rogo consunte abbia le morte
Salme de’ nostri, per pugnar di poi
Finchè la Parca ne spartisca, e agli uni
Conceda o agli altri la vittoria intégra.
   Tutti assentiro riverenti al detto:465
Indi pel campo procurâr le cene
In divisi drappelli. Il dì novello
Alle navi s’avvía l’araldo Idéo,
E raccolti ritrova a parlamento
I bellicosi Achei davanti all’alta470
Agamennónia poppa. Appresentossi
Tosto il canoro banditore, e disse:
   Atridi e duci achei, mi diè comando
Priamo e di Troia gli ottimati insieme
Di sporvi, se vi fia grato l’udirla,475
Di Paride, cagion di questa guerra,
Una proferta. Le ricchezze tutte
Ch’ei d’Argo addusse (oh pria perito ei fosse!)
Ei tutte le vi rende, ed altre ancora
Di sua ragion n’aggiungerà. Ma quanto480
Alla gentil tua donna, o Menelao,
Di questa ei niega il rendimento, e indarno
L’esortano i Troiani. E un’altra io reco
Di lor proposta: Se quetar vi piaccia
Della guerra il furor, finchè de’ morti485
Le care spoglie il foco abbia combuste,