Pagina:Iliade (Monti).djvu/609

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276 iliade v.559

Aspetta che s’allarghi, e trapassarmi
Potrai: qui entrambi romperemo i cocchi.560
   Antíloco non l’ode, e stimolando
Più veemente i corridor, s’avanza.
Quanto è il tratto d’un disco da robusto
Giovin scagliato per provar sue forze,
Tanto trascorse la nestórea biga.565
Iscansossi l’Atride, e volontario
I suoi destrieri rallentò, temendo
Che da quegli altri urtati in quello stretto
Non gli versino il cocchio, e al suol stramazzino
Essi medesmi nel voler per troppo570
Amor di lode acccelerarsi. Intanto
Dietro al figlio di Néstore l’Atride
Gridar s’udiva: Antíloco, non avvi
Il più tristo di te: va pure: a torto
Noi saggio ti tenemmo: ma tu premio575
Non toccherai, per dio! se pria non giuri.
   Quindi animando i suoi corsier, dicea:
Non v’impigrite, non mi state afflitti;
Pria di voi perderan quelli la lena,
Ch’ei son vecchi ambidue. - Così lor grida,580
E docili i destrieri alla sua voce
Doppiaro il corso, e tosto li raggiunsero.
   Nel circo assisi intanto i prenci achei
Stavansi attenti ad osservar da lungi
I volanti cavalli che nel campo585
Sollevavan la polve. Idomeneo
Re de’ Cretesi gli avvisò primiero,
Che fuor del circo si sedea sublime
A una vedetta. E di lontano udita
Del primo auriga che venía, la voce,590
Lo conobbe, e distinse il precorrente
Destrier che tutto sauro in fronte avea