Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/41

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Su le sane sostanze e su le inferme
Benefico del par gli sguardi abbassa:
225E s’uno al fior dà vita e l’altro al verme,

Ciò vien dal seme che la terrea massa
Diverso gli appresenta: egli sublime
228E discolpato lo feconda e passa.

Or procede alle tue dimande prime
La mia risposta. Di saper ti giova
231Se fia scevra d’affanno e senza crime

La nuova libertade, o se per prova
Sotto il sacro suo manto un’altra volta
234Rapina, insulto e tirannia si cova;

Dirò verace. — E dir volea: ma tolta
Da portentosa visïon gli fue
237La voce che dal labbro uscía già sciolta.

Il trono apparve dell’Eterno, e due
Gli erano al fianco cherubin sospesi
240Su le penne, già pronti a calar giue.

L’uno in sembianti di pietade accesi,
Sì terribile l’altro alla figura,
243Che n’eran gli astri di spavento offesi.