Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/44

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Canto Terzo


Due virtù che nimiche e in un sorelle
L’una grida rigor, l’altra perdono,
3Care entrambe di Dio figlie ed ancelle,

Ritte in piè, dell’Eterno innanzi al trono
Ecco a gran lite. Ad ascoltarle intenti
6Lascian l’arpe i celesti in abbandono;

Lascian le sacre danze, e su lucenti
Di crisolito scanni e di berillo
9Si locâr taciturni e riverenti.

D’ogni parte quetato era lo squillo
Delle angeliche tube, il tuon dormiva,
12E il fulmine giacea freddo e tranquillo.