Pagina:Intorno ad alcuni avanzamenti della fisica in Italia.djvu/22

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l’uso per la misura del calore. All’incontro dalla citata lettera del Castelli si conosce, che quando Galileo gli mostrò il suo esperimento, già se n’era servito per costruire il termometro. Inoltre dalla testimonianza di Vincenzo Viviani1, illustre discepolo di Galileo e assai bene istruito di tutto ciò che si riferisce alle scoperte del suo grande maestro, si ritrae che gl’istromenti per distinguere le mutazioni di caldo e di freddo, e le varie temperature di diversi luoghi, furono inventati da Galileo tra il 1593 e il 1597. Egli non fece menzione d’un tal ritrovato in alcuna delle sue opere; tuttavia si può con sicurezza affermare, che a lui solo appartiene la gloria di primo inventore del termometro, come ha ben provato il Nelli mostrando che a questa scoperta niun diritto avevano nè il Drebbel, nè il Fludd, nè il Santorio2, ai quali da illustri scrittori essa venne ingiustamente attribuita. Sembrami poi non potersi negare al Porta il merito d’essere stato il primo a pubblicare il fatto, che serve di base alla costruzione del termometro; giacchè in niuna opera a me nota, stampata prima del 1606, si trova descritta l’esperienza sopra citata dell’ascensione dell’acqua.

21. Un altro illustre discepolo di Galileo, Gio. Francesco Sagredo nobile veneziano, migliorò il termometro inventato dal suo maestro riducendolo a più comoda forma e più perfetta, ed ottenendo che nel trasportarlo da una stanza in un’altra mostrasse una differenza di temperatura di 100 gradi. Per mezzo di

  1. Racconto istorico della vita del sig. Galileo Galilei divise in quattro tomi. Padova MDCCXLIV nella stamperia del seminario. Tom. I, p. IV.
  2. Nelli, Vita di Galileo, tom. I, pag. 74 e segg.