Pagina:Intorno alla Strada Ferrata dell'Italia Centrale.djvu/4

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l’approvazione dal R. Consiglio degl’Ingegneri Toscani, non che dall’I.R. Governo la concessione per eseguirla:1 ma o fossero i tempi non più come prima favorevoli a questo genere d’imprese, o fosse malagevolezza d’esecuzione per difficoltà che tanto più insuperabili si mostravano, quanto più erano da vicino vedute, fatto è che nell’anno 1849 la Società anonima già costituita andò in liquidazione, e quella concessione venne ritirata2.

Fino dal Luglio dell’anno 1845 il sottoscritto Giovanni Ciardi progettava una strada ferrata tra Prato, e Bologna, ma per quanto ponesse d’impegno nel sostenere il suo progetto, non gli fu dato di veder condotto a termine uno studio accurato per questa direzione, comecchè se ne occupasse assai l’Ingegner Tommaso Bianchi, negli anni 1846, e 47, e ponesse in essere delle elaborate memorie pubblicate in quell’epoca, ed alle quali aderiva, dopo veduti i luoghi con egregio voto il chiarissimo Prof. Giuseppe Pianigiani: e quantunque altro studio sommario venisse fatto dall’Ing. B. Herschel Babbage nel Luglio del 1847. Ma come al Cini, che pure disposto aveva di mezzi larghissimi, compariva necessario completare maggiormente i suoi studj, tuttochè ottenuta avessero una superiore approvazione, così doveva pensarsi sul cadere dell’anno 1851 a formare un accurato studio delle valli del Bisenzio, e della Setta, incarico che venne disimpegnato dall’altro sottoscritto Ingegnere Dott. Antonio Giuliani.

Approssimandosi il momento nel quale l’Eccelsa Commissione internazionale pronunzierà intorno ad una scelta alla quale sono legate tante Italiane speranze, i sottoscritti dopo essersi rivolti alla imparzialità, e sapienza degli spettabili Uomini che la compongono, sentono il bisogno di fare appello con queste brevi parole alla pubblica opinione, ad essa sottoponendo il resultato dei loro studj, ed il confronto con quelli eseguiti dal Sig. Ing. Cini sulla direzione di Pistoia3. Essi credono altresì di dover protestare altamente, che non si lasciarono guidare da piccoli, e malaugurati interessi, di campanile, o di municipio, e meno anche dalla speranza di particolari vantaggi, poichè nulla hanno di comune cogli intraprenditori di quell’opera; ma lieti che fosse stata decretata la più grandiosa ed utile tra le strade ferrate Italiane, null’altro ebbero in animo se non che essa corrispondesse nel miglior modo agli interessi delle

  1. Motuproprio del dì 9 Dicembre 1846.
  2. Decreto de’ 27 Dicembre 1849.
  3. Non abbiamo elementi per istituire confronti con altro andamento immaginato attraverso alle pendici Pistojesi dal Sig. Ing. Baldacci, ma non sappiamo vedere come possa evitare gli inconvenienti di un lungo sviluppo da cercarsi fuori di direzione ripiegandosi per coste grandemente inclinate, inconvenienti che dovremo notare parlando del Progetto Cini. Non crediamo poi doverci occupare di linee tracciate per valli diverse da quelle stabilite nella Notificazione dell’Eccelsa Commissione internazionale de’ 21 Novembre 1851; ma diremo soltanto che quando dovesse cercarsi a posente della via dell’Italia centrale un altro varco alle locomotive sugli appennini lo offrirebbe assai facile, e bello il Val-di-Magra, e non già il Val-di-Serchio: Ciò forse il primo dei sottoscritti dimostrerà in altra circostanza.