Pagina:Invernizio - La trovatella di Milano, Barbini, Milano, 1889.djvu/69

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mostraste in tutti i modi il vostro disprezzo, state certa che non mi allontanerei un solo istante dal vostro fianco. No non mi sarei aspettato tanta crudeltà da voi: eppure che vi feci... se non che adorarvi, quanto la stessa divinità, cercare tutti i mezzi per rendervi felice?

La sua voce si elevava a poco a poco: la sua passione scoppiava con violenza inusitata.

Adriana rimaneva fredda, insensibile.

Egli le si avvicinò e fissandola con occhi in cui passavano dei luccicori terribili.

— Badatevi — disse con voce sorda — in questo momento sono ancora lo schiavo che supplica; ma domani sarò il padrone che comanda.

Ella sostenne coraggiosamente quegli sguardi: c’era in lei qualche cosa che si ribellava contro la brutalità di quelle parole.

— Non potrete giammai costringermi ad amarvi — disse — perchè sarebbe una cosa superiore alla mia volontà. Mi spezzerete, ma senza giungere a piegarmi... e se mi aveste ben conosciuta, forse non avreste tentati tutti i mezzi per divenire mio marito.

Si alzò per andare nella sua camera, lasciando Diego furibondo, umiliato.

Appena fu sola, cadde su di una poltrona scoppiando in singhiozzi convulsi. Come si sentiva oppressa, infelice! Dunque la sua esistenza sarebbe sempre trascorsa così, vicino ad un marito che odiava, per il quale provava una repugnanza invincibile, qualche cosa che non avrebbe saputo spiegare a sè stessa... e col pensiero sempre fisso