Pagina:Iorga - L'arte popolare in romania, 1930.djvu/9

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L’arte popolare romena, non è, in genere, un’arte «popolarizzata», come avviene per molte delle manifestazioni artistiche che ci vengono dalle masse. Qualche influenza di Corte e di Chiesa derivata da Bisanzio si può solo riconoscere nel vestiario di alcune regioni o in certi ornamenti esterni della casa.

Se ricerchiamo queste forme nel vestiario stesso, nel sistema di costruire, nella decorazione scolpita o dipinta (p. es. sulle uova di Pasqua) ne vediamo subito il carattere comune, che è la stilizzazione geometrica, completamente astratta, di tutti i modelli offerti dalla natura. Ma appena questi modelli sono riprodotti al naturale, ci troviamo di fronte a un’influenza estranea.

Ora, queste forme si trovano anche presso i popoli vicini, dalla Ucraina e dai Carpazi polacchi fino in Grecia, con infiltrazioni nella Svezia, dovute a un’antica vicinanza: evidentemente, alla loro base c’è un’arte comune.

E quest’arte non può essere che l’arte degli antichi Traci, dei quali si scopre sempre più l’importanza sotto tutti i rapporti.

Essa esercitò senza dubbio la sua influenza sulla fase dell’arte greca di cui son documento i vasi di Dipylon, e gli antichi Dori ai quali è dovuta altro non sono che i più antichi Traci.

Definire quest’arte, ricercarne le varie manifestazioni dipendenti da tecniche varie e da varia destinazione, mostrarne il significato e il valore, tale è lo scopo di queste pagine.