Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/33

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ne, dei profondi scavi in alcuni punti della città e in luoghi prossimi alla stessa.

Ciò che induce anche ora non pochi forestieri a ritenere non favolosa l’antica tradizione risiede nel basso rilievo di marmo pario incastrato nel campanile del nostro arcivescovado, che ritrarrebbe, ed è questa l’opinione di molti, il cinghiale caledonio ucciso da Meleagro zio di Diomede nei boschi dell’Etolia: tanto più che la stessa caccia, secondo essi, trovasi sculta in un basso rilievo rinvenuto nel nostro palazzo arcivescovile. Ma per lo contrario i più recenti studii fatti sul primo basso rilievo han chiarito che negli antichissimi tempi le contrade, che poi composero il Sannio, erano ubertose e fiorenti non meno della Campania Felice e delle altre contrade prossime a Napoli, e che perciò il preteso stemma di Benevento, derivato dalla scoperta di quel basso rilievo, non ritrae il cinghiale caledonio, ma sibbene il maiale del sacrifizio pacifico con la sua infula sul dorso, con la corona di ulivo intorno al capo, e con gli altri segni che i latini appellavano Augumenta, e che circondavano il maiale il quale soleasi immolare come vittima in tutti i riti tellurici.

Invero il maiale si mira effigiato sulle monete, o ne’ monumenti di tutti quei paesi d’Italia, che nell’antichità erano celebrati per la feracità del suolo. E la troia coi suoi dodici maialetti fu il segno avventuroso pel quale Enea ebbe a raffigurare la terra feconda predettagli dal destino. E fu il maiale appunto il segnale scelto nella guerra marsica dai sollevati per indicare la fertilità dei dintorni del lago Fucino, dell’agro sulmontino, e di tutta la vallea dell’Iri. E nelle processioni dette ambarvalia non altro immolavasi se non la troia Praecidanea per impetrare una messe abbondante dal cielo, come dopo il raccolto era immolato il maiale in olocausto alla gran madre Terra.

Or se nei riti greci ed egizii il maiale era l’unico indizio della fertilità del suolo, del culto all’agricoltura e della pastorizia, e della prosperità agricola delle regioni, è a stimare che più del cinghiale Caledonio sia gloriosa ri-