Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/53

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come i Romani, ed i manipoli in compagnie di 60 uomini. La medesimezza degli ordini militari dei Sanniti e dei Romani è affermata dallo stesso Tito Livio. E se un eminente uomo di guerra, qual era Cesare, asseriva che i Romani aveano appresa gran parte dell’arte della guerra dai Sanniti nel tempo della loro alleanza, fa d’uopo convenire che tra questi due popoli, in fatto di milizia, non aveano luogo essenziali differenze. Ma ciò non ostante ai Sanniti facean difetto le loro stesse costituzioni politiche. E invero la loro confederazione era inefficace a congiungere intimamente tutti gli stati del Sannio, per cui l’operosità dei Sanniti si logorava in civili discordie, in deliberazioni più funeste delle discordie, e in vicendevoli prepotenze tra città che ambivano dominare sulle altre, e cittadini anelanti di dominare sugli altri cittadini. E anche, in quanto riguardava la disciplina militare, essi perdeano al paragone dei Romani; imperocchè ove gli ordini politici sono federativi, suole essere sempre imperfetta la disciplina, mancando all’esercito l’abitudine di ubbidire. E perciò i Sanniti non nutrivano bastante stima per i proprii capitani; dacchè variandosi essi di continuo non infondeano quella fiducia, quella tema da cui deriva la riverenza nei soldati pei loro condottieri; mentre per lo contrario i Romani erano assuefatti da tempo immemorabile alla stima dei proprii capitani; e a ciò si aggiungeva che i Sanniti di Capua erano propensi a fornire soccorsi d’ogni sorta all’armata nemica.

Pur, ciò nonostante, i Sanniti della lega accolsero con gioia la solenne dichiarazione di guerra dei loro avversarii, e nutrivano fiducia che l’aiuto dei Romani, invocato con si abbietti sacrifizii dai Campani, non sarebbe riuscito molto dissimile nei suoi effetti dal soccorso di cui poco innanzi gli stessi Campani erano stati cotanto larghi coi Sidicini.