Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/72

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giunte a Cominio per rinfrescare la battaglia. E con tale ingegnoso stratagemma Papirio riuscì nel suo fine; poichè le schiere sannite, illuse dalla polvere che Nautio sollevava dal suolo con frondosi rami d’alberi, per non essere tolte in mezzo da due eserciti, presero a rinculare, e a perdersi d’animo, per guisa che fu dato infine alla cavalleria Romana di sgominarle compiutamente, e di conseguire una compiuta vittoria. Una parte dei Sanniti ritiraronsi nel campo, e gli altri a Boviano. Durissima resistenza incontrarono i Romani nell’assalto delle tende, e della città di Aquilonia, ma tutto dovè cedere alla fortuna romana. Aquilonia fu saccheggiata ed arsa; e si ritiene che non meno di 30 mila sanniti soccombettero nei combattimenti di Aquilonia. E quasi nello stesso giorno Cominio, benchè difesa da 15 mila sanniti, fu espugnata dal console Emilio ed egualmente bruciata. Il numero dei prigionieri fu sì enorme da ritrarne dalla vendita 1330 libbre di argento e due milioni e cinquecento mila di assi.

E pure, malgrado tali perdite e le tante sciagure cui soggiacquero le infelici contrade del Sannio, nell’anno seguente i Sanniti irruppero nuovamente contro i Romani, e, a tentare un’ultima volta la fortuna delle armi, chiamarono a condurre il loro esercito il vecchio Ponzio Telesino, l’illustre vincitore delle forche Caudine. Costui, benchè già grave di anni, aderì all’invito, e poscia ch’ebbe devastata la Campania mosse audacemente contro il console Fabio Gurge, figlio al celebre Fabio, il vincitore di Sentino; e battutolo agevolmente, lo volse a ignominiosa fuga (Eutropio lib. 2º). Ma non appena una tale novella si diffuse in Roma, il vecchio padre del console si offrì di cancellare la macchia impressa alle armi romane dalla disfatta del figlio. E, acconsentendo il Senato, mosse subitamente contro Ponzio. I due più grandi capitani di quei popoli nell’anno di Roma 462 combattettero l’ultimo glorioso fatto d’armi della titanica guerra durata mezzo secolo tra le genti sabelliche e Roma.

La battaglia fu per qualche tempo favorevole ai Sanniti, per essere state rotte le prime linee dei Romani, ma sopravve-