Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/118

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CAPITOLO II.


Nel 1167 il pontefice Alessandro III, reduce da Anagni in Roma, non parendogli quivi essere del tutto sicuro dopo lo scisma e i rivolgimenti politici, che tennero dietro all’elezione dell’antipapa Vittorio, prescelse a sua dimora la città di Benevento; ove resse placidamente la sede apostolica sino all’anno 1170.

Nelle cronache dei minori osservanti di Benevento, che si conservarono in quell’archivio sino a pochi anni or sono, ma che poi andarono miseramente smarrite, si leggeva che intorno al 1222 passò per Benevento il celebre Francesco d’Assisi e che vi operò qualche prodigio. Ma checchè vi sia di vero in questo, egli è indubitato che per il corso di poco più di mezzo secolo non ebbero a notare i cronisti alcuno avvenimento di qualche rilievo.

Ma quando ai sovrani di origine normanna sottentrarono nel regno di Napoli gli Svevi per il matrimonio di Costanza con Arrigo VI re di Germania, anche Benevento, che si tenea nell’ubbidienza della sede pontificia, soggiacque a gravi disastri.

Nel principio del secolo XIII era al governo di Napoli e della Germania l’illustre Federico II, una delle più sublimi e colossali figure del medio evo, un uomo di cui l’Italia e la Germania si disputano la gloria di noverarlo tra i loro più illustri uomini, come narrasi che al tempo antico più nazioni dell’Asia e della Grecia si pregiavano di aver dato i natali ad Omero. Questo gran monarca

«. . . . . . . . a cui
Fu in vita e in morte il Vatican nemico.»


e che deve reputarsi come uno degli uomini più benemeriti dell’attuale civiltà, si propose coll’altezza della sua mente di