Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/285

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guirsi in Benevento la ristampa delle opere del Gioberti e di altri scritti assai celebrati in quel tempo.

Il secondo vantaggio, chi il crederebbe? consisteva nella quasi libertà del contrabbando dei tabacchi. Egli è noto che i tabacchi del beneventano, non meno decantati di quelli di Lecce, costituivano allora la prima industria dei cittadini. E siccome tale privativa erasi conceduta dah governo in appalto a privati; così lo stato non davasi alcun pensiero di provvedere energicamente alla repressione del contrabbando del tabacco, addivenuto ornai tradizionale in Benevento. E da ciò nacque che anche i cittadini di chiari natali, o ricchi di censo, e gli stessi magistrati ed ecclesiastici di fama irreprensibile, allettati dalla certezza di un subito e pingue guadagno, non si astenevano], dall’acquistare e vendere furtivamente del tabacco in contrabbando, poiché la pubblica opinione non apponeva a colpa Un tal fatto; nè i cittadini riteneano che l’acquisto e la vendita di nascosto di un tal genere di privativa, che era per essi l’unica industria concessa dalle loro condizioni politiche, fosse stata cosa contraria alla moralità e alle leggi. Laonde non è a stupire se il popolo beneventano, contristato da tante sciagure, non potendo riporle alcuna speranza di miglioramento nel governo pontificio, anelasse a mutare signoria; se svolgesse l’animo di continuo al lontano Piemonte, unico propugnacolo in quei giorni della libertà italiana; se tenesse dietro con un fremito di speranza ai fatti che seguirono la spedizione, di Crimea; e se infine fosse stato quasi il primo tra i popoli del mezzodì d’Italia ad aspirare ali’ unità nazionale.


CAPITOLO XVIII.


Le speranze dei liberali d’Italia non furono lungamente, deluse. L’intervento dei piemontesi nella famosa campagna di Crimea diede occasione al celebre Camillo Cavour) nel rino-