Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/310

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Circondario di S. Bartolomeo in Galdo


Baselice, Castelvetere in Valfortore, Castelfranco in Miscano, Ginestra, Montefalcone Valfortore, Circello, Colle Sannita, Reino, S. Bartolomeo in Galdo, S. Giorgio la Molara, S. Marco dei Cavoti, Molinara, Castelpagano, Cercemaggiore, S. Croce del Sannio.

La città di Benevento, a cui per più secoli fu tanto avverso il fato, si avvia ora a prendere il posto che le spetta tra le altre sue consorelle, e non potrà certamente fallire alla sua meta, malgrado i danni cui soggiacque in virtù delle nuove leggi finanziarie. Essa è ora intersecata da quattro linee di ferrovia, e copiosamente fornita di strade provinciali, per modo che da ogni comune quasi si rende facile l’accesso alle stazioni ferroviarie. E oltre alle strade nazionali e provinciali, il cui ufficio è quello di dar moto e vita al commercio, come le arterie al corpo umano, si è dato opera altresì ad accrescere il novero delle vie comunali e consortili, che tanto aiutano il progresso della civiltà. E infatti son desse che, agevolando i commerci, animano le minute industrie, e ravvicinano sempre più le popolazioni, le quali, a seconda che progrediscono nella coltura, amano di scambiare i prodotti specialmente agricoli, e di comunicare agevolmente le proprie idee, avvalendosi della comodità e sicurezza delle strade.

Nè debbo omettere che non solo ci furono conservate le più importanti e benefiche tra le antiche istituzioni, ma queste ricevettero non pochi miglioramenti ed innovazioni. Infatti i nostri Orfanatrofi ed Ospedali, il dovizioso Monte dei pegni, la pubblica Biblioteca, il Museo di antichità patrie, e lo splendido palagio di Prefettura, mirabile di grandezza e di ornato, che è tuttora in costruzione, sono istituzioni che ci potrebbero essere invidiate da diversi capoluoghi di provincia. E oltre a ciò la nostra città si avvantaggia di un estesa coltivazione di tabacco, e di avere un tribunale non limitato a un solo circondario, ma esteso all’intera provincia.