Pagina:Istituzioni di diritto romano.djvu/27

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


§. 26. Quando del Diritto in senso pratico i Giureconsulti Romani favellavano, ne davano delle nozioni molto simili ale nostre.

a) Allora intendevano per Diritto un complesso di più leggi della stessa natura, come quando parlavano del Diritto Civile Romano.

b) Oppure una facoltà sanzionata dalla Legge, come quando indicavano l'Jus hereditatis etc.

c) La voce Jus adoperavano perfino talvolta ad esprimere il luogo ove si amministrava la Giustizia. In Jus vocare significava infatti, chiamare in giudizio, e Ambula mecum in jus era la formula che usavano per intimare a comparire dinanzi al Magistrato. I Giureconsulti Romani pretendevano che la voce Jus derivasse da Justitia. Ciò almeno è asserito da Ulpiano (fr. 1. Dig. De Justitia et Jure I, 1; ivi: est autem a justitia appellatum.) Sbagliata etimologia, imperocchè jus è evidentemente parola radicale di justitia, e non derivata da quella, è la voce Justitia che dovè derivare da Jus.

§. 27. La Justitia è infatti definite nelle Istituzioni di Giustiniano e nelle Pandette, come la costante e perpetua volontà di dare a ciascheduno il suo Diritto, Constans et perpetua voluntas jus suum cuique tribuendi. (Vedi Ist. De Just. et Jure I. 1. — Dig. fr. 10. eod. I. 1.) Ora quando si dice che Justitia è la volontà di accordare a ciascuno Jus suum, all’idea di Giustizia si presuppone l’idea di Gius. E logicamente (come abbiamo sopra dichiarato) l’idea di Giustizia deriva dall’idea di Gius. Con la definizione ora riferita della Giustizia, cominciano le Istituzioni Imperiali. Forse ivi fu premessa questa idea a qualunque altra, per dimostrare che la Giustizia è lo scopo di tutte le Leggi, il fine che si propone il Legislatore, il centro cui convergono tutte le Discipline del Diritto; faro luminoso che deve guidare il Giureconsulto ed il Magistrato.

Questa definizione, che le Istituzioni danno della Giustizia, e che è quella che ne dava Ulpiano, rappresenta la Giustizia come una Virtù. Evidentemente qui il Giureconsulto ha inteso parlare della Giustizia Morale, ed avendo considerate il Diritto