Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/145

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106 Dell'Historie de' Galli Senoni.

Confraternite molte, che in ogni opera pia essercitandosi, utile grandissimo à poveri arrecano, in particolare a disaventurati bambini, che dall’empietà de’ parenti vengono fuori delle lor case esposti. Hebbe non molti secoli adietro amplissimo Territorio di popolatissimi Castelli, & di nobilissime Terre: mà nella divisione sopraaccennata de’ Cittadini suoi, le più nobili, e quelle, che più potenti si viddero (convertito essendo in tirannide quel Dominio) da quella soggettione liberaronsi; specialmente Mondavio, ch’era di tutte la maggiore, come da Brevi Pontificij si vede. Questa benche assai modesta sia) edificata dopò la morte di San Francesco essendo (per attestatione, che ne fà Monsignor Rodulfi nel secondo libro dell’Historie della Religione del medesimo Serafico Padre, come quì sotto scrivendone: Locus Mondavij captus à Beato Francisco antequam Mondavium Oppidum construeretur in Monte Silveso, & Hermo. (Con tutto ciò da Sisto Quarto Pontefice Romano di molti Privilegij honorata, massimamente della residenza del Tribunale supremo di tutta quella Regione, ove intorno à quattordici Castelli situati ritrovansi; in guisa di Nobili habitatori s’accrebbe, che divenne Illustre, e di tutta la Provincia sudetta chiamata Metropoli: Nel cui essere, anco sino al presente mantiensi, di molti huomini Illustri chiamandosi Madre. Di questa, e di altre assai poco inferiori privoronsi i Fanesi per la discordia loro: Nulladimeno, benche il Territorio sudetto estenuato restasse; per la fertilità de’ campi, e non imaginata belezza loro, anch’hoggi assai stimato, e riguardevole rendesi: Onde alla Città, non solo de’ necessarij abbondantemente provede; mà de gli avanzi ne fà copia ad altri, non men che di Rimino, e di Pesaro si disse. Restarono tuttavia suddite à Fano le Terre nomate, in quanto allo spirituale; per lo che di si numerosa Diocesi gloriandosi, di grand’autoritade appo la Romana Corte si rende; in cui perciò quei Cittadini vengono sopra modo honorati, che sino alla dignità suprema del Pontificato avanzati si sono, come nella persone viddesi di Clemente Ottavo, che quivi havuti i natali non isdegnò mai di Cittadino Fanese chiamarsi; & altri alle dignità del Cardinalato, come Gabriello Gabrielli, e Girolamo Rusticucci: Altri à Vescovadi, ad Abbatie, à Generalati, & à simili, che sogliono, con le Patrie render chi li possede famosi. Nelle Scienze legali, infiniti lasciando alle Stampe delle fatiche loro degne memorie a’ posteri, eterni, & immortali si rendono; mà più nell’armi, che (se gl’Historici raccontano il vero) i Fanesi ad ogni altra natione han preceduto: havendo quelli per tutte le guerre di Europa havuti eminentissimi carichi, ne’ quali, con vanto del lor valore ne sono riusciti famosi. Mà più che non fanno questi giù in terra, acresce à questa Patria la gloria in Cielo Paterniano, con Pelegrino suo compagno fido, Eusebio,

Fortunato,