Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/149

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110 Dell'Historie de' Galli Senoni.

il Dominio Romano intorno à 686. Anni, come Colonia, reggendosi con le Leggi del Senato; sotto la cui Signoria sinche le cose publiche felicemente sortirono, anch’essa nelle sue delitie posavasi, lieti, & in tranquilla pace gli suoi Cittadini vivendo. Mà poi essendo la Romana Republica travagliata, si vide anch’essa in mille miserie involta. Quindi al tempo di Asdrubale Cartaginese passò in Italia con potenti, e con numerosi Esserciti, l’Anno di Roma 564. quantunque Sinigaglia fosse come Colonia maritima essente di sacrosanta essentione; fù nulladimeno per aiuto di Roma forzata mandare la sua gioventù alla guerra, & à quella difesa fermarsi, sinche l’inimico usci d’Italia, come ne scrive Livio nel settimo libro della terza Deca, in queste note: Ea die hi populi ad Senatum venerunt: Ostiensis, Alsiensis, Antias, Anxuras, Linturnensis, Sinuessanus, & à Supremo mari Senensis. Cum vocationes suas quisq; populus recitarer, nullius, cum in Italia hostis esset, praeter Antiatem, Ostiensemque voatio observata est, & earum Coloniarum iuniores iure iurando adducti, supra quadraginta non pernoctaturos se esse extrà maenia Colonive suae, donec hostis in Italia esset. Havendo lasciata l’impresa di Piacenza il sudetto Asdrubale, à dritto camino l’Essercito suo dentro à Sinigaglia condusse, pensando ivi d’unirsi col suo fratello Annibale, il quale con altro Essercito ne i Brutij trovandosi contro il COnsole Nerone; ove con l’unione fatti invincibili, poi verso Roma si dispartissero, per affatto esterminarla, e per farsene con tutti i Regni à lei soggetti patroni: mà di Asdrubale i disegni, per lettere intercette, penetrati da i Romani, tosto alla medesima Città, con l’Essercito, Livio Salinatora Console mandarono, accioche limpedisse, e vani gli facesse riuscir i pensieri. Et esendo quivi ambi gli Esserciti giunti gli alloggiamenti solo distanti a cinquecento geometrici pasi l’uno dall’altro fermarono, per quanto nell’accennato luogo racconta Livio, cosi dicendo: Ad Senam Castra alterius Consulis erant; & quingentos indè fermè passus Hadrubal aberat. E da bastioni, & terra pieni de i medesimi alloggiamenti, che sino à questo giorno nelle rive Cesane intieri serbansi, chiaro si vede. Li quali non meno questa verità testificano; che Sinigaglia d’hoggi sia l’antica Sena, che fù de’ Senoni la Metropoli; Et quell’istesso, di cui in questo luogo parla il citato Livio. Quivi al soccorso del Salinatore, con sei mille de gli suoi più forti Cavalli venne in sei giorni da Venosa Claudio Nerone, che in quelle parti opponevasi ad Annibale, e di notte occultamente dentro à gli steccati amici entrò, senza che si dilatassero fuori de gli suoi termini punto, per non fare della sua venuta l’inimico accorto, quantunque dal suono delle Trombe egli se l’avisasse; onde intimorito, di notte abbandonando con le sue tende il posto,