Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/169

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130 Dell'Historie de' Galli Senoni.

gento le scherzavan d'intorno, se gli affettionaron'in guisa, che molti di essi nelle più calde stagioni dell'Anno, quando più che mai Latra il Sirio Cane, per loro delitie vollero habitarla; come raccogliesi da i fondamenti de i superbissimi Palagi, che sino à questo giorno dentro il terreno si scuoprono quotidianamente sepolti non tanto nel primiero sito, ma ne i vicini monti ancora; singolarmente dentro il Nerone, ove (come dicemmo) superbissime stanze, con infinita spesa vedonsi fabricate, nel qual luogo si pensa, che non solo Domitio Nerone per qualche tempo vi soggiornasse: mà parimente altri. E forse volle per questo Flaminio Console, la strada Romana tirarvi, benche senza cavar monti, ed ergere, con indicibili spese fabriche superbissime, con più agevole, & ispediente camino per Suasa indrizzar la potesse: Anzi quì, più che in ogni altro luogo della detta Via, mostrò il Console sudetto l'animo suo generoso, due ponti sontuosissimi inarcando; i quali superato il tempo, di un sasso non più veduto altrova, con tal magistero furono lavorati, c'hoggi à passaggieri maraviglia grande arrecano. Quindi gli Scrittori antichi, non meno delli moderni presero materia di si altamente ragionare di Cagli; massimamente il citato Leto, Sabellio, Strabone, Plinio, Suetonio, Cornelio Tacito, Bartholo, il Beligherio, Carlo Sigonio, Dionigio Atanagro, il Biondo, Antonino Pio, Procopio, Leandro, l'Ortellio, il Magini, ed'altri cento, che di annoverare tralascio, per non rendere il discorso, col prolisso dire tedioso; anzi da Vellio nel primo libro delle Romane Historie, chiaro raccogliesi, che la medesima fosse de' Romani Colonia; nè à creder questo rendesi difficile, per l'attestation, che ne fanno de' vecchi edificij le memorande reliquie. Et se bene da molte barbare nationi questa fosse travagliata non poco, ad ogni modo non potè mai, per la fortezza del sito, e per lo valor de gli habitanti, essere conquistata da loro; si che illesa visse per molti secoli. Pervenuta finalmente sotto il Dominio Feltrese, fedelissima sempre mostrossi à quella Casa; e di modo affettionata, che fece al Duca Federico, di tutti gli suoi beni un dono; nulla curandosi di restar essa povera, per lo suo Signore arricchire. Mà quel, che non potero mai contro di essa fare i nemici esserciti, essequirno de' propri Cittadini le risse: però che eglino in due parti divisi, che l'una Guelfa, e l'altra Ghibellina chiamavasi; dopò riempitala del sangue de gli suoi proprij figli, vollero co'l fuoco insieme consumarla del tutto: Perloche quelli senza habitationi, e questa senza habitatori essendo, tragico spettacolo à' viandanti, e scherzo funebre à gli invidiosi rendevasi. Dal fuoco essendo le glorie di Cagli estinte; per sollevarle, (affinche trà quelle ceneri non s'estinguessero) il generoso Pontefice Nicola Quarto, che in Ascoli hebbe i natali, co'l mezo di

Gio-