Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/227

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4 Di Corinalto ne i Senoni.

lute 504. haver egli procurato, che in esso i primi culti latrij à Dio Ottimo Massimo, da Sacerdoti si rendessero. Mà essendo questo nel principio del presente secolo da Giuliano della Rovere di esso Abbate ristaurato, & in forma moderna ridotto, furono per ordine suo le pietre Gotiche trasportate à Pesaro, e nel suo palazzo serbate trà molte altre cose, che della grandezza de gl'Antichi fanno testimonianza. Da queste principalmente il sodetto Rodulfi, ed altri Scrittori han preso l'autentico di quanto hanno scritto di Corinalto; si come la cognitione della Tirannide di Scriba, che molti Anni tenne sopra di lui, come più à basso se ne darà notitia chiara.

L'equivoco, che ordinariamente pigliano i Cosmografi nella Geografia di Claudio Tolomeo Alessandrino, sopra la sesta Tavola d'Europa, che pongono Corinalto trà le Città mediterranee del Piceno, per Cupra Montana, all'elevatione del Polo Artico à gradi 43. e min. 10. (come specialmente si vede appresso Sebastiano Monstero Alemano, Giacomo Guastaldo Piamontese, Girolamo Ruscelli, Giovanni Malombra, & altri simili scrittori) intieramente consolida sopra la stabile base del vero questo discorso: imperoche sapendo eglino certo per manuscritti d'antichi istorici, Corinalto esser Terra nobile nel Piceno, dalle reliquie d'una celebre Città edificato; mà non havendo potuto haverne altra notitia, s'imaginarono (per una certa similitudine di nome, ch'egli hà con Cupra Montana) che dalle rovine di essa trahesse l'origine: Onde nelle loro Tavole, nel medesimo sito lo posero, e sotto l'istessa elevatione del Polo; il che con l'esperimento dell'Astrolabio si vede essere manifestamente falso, alzandosi il detto Polo à Corinalto gradi 43. e min. 26. che questo à punto varia poco dal sito, dove Tolomeo collocò Suasa: perciò meglio haverebbero fatto li citati Cosmografi, quando l'havessero posto sotto la detta elevatione, e Suasa distrutta l'havessero chiamata, come han fatto Gio: Antonio Magini nella Cosmografia d'Italia; ed Abramo Ortelio nel Theatro del Mondo, non variando eglino punto il sito, in cui l'edificarono i fuggitivi Suasani. E anco voce commune di tutti gli habitatori di quella Contrada, passata per traditione di età, in età, sino à nostri tempi, che questa Patria (come si è scritto) delle reliquie di Suasa sia parto legitimo. E chi ardisse negarlo, se non istolto, almen temerario fora da paesani tenuto. Mà perche li Cittadini, che scamparono dall'incendio di Suasa, furono in picciol numero; à proportione de' loro bisogni, eressero la nuova Città, minore assai dell'antica; percioche (come si raccoglie dal recinto delle vecchie mura) solo di settecento ordinarie habitationi era capace; nel cui essere si conservò, sino all'Anno del Signore 1360. nel qual tempo, per ordine del Cardinale Egidio Carilla, Legato d'Innocenzo sesto, Sommo Pontefice, fù da Galeotto Malatesta distrutta, & arsa,

(sicome