Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/212

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192 illustri italiani

cero sedere al loro cospetto quasi fosse stato, non un grand’uomo, ma un grande di Spagna; vollero udire dal suo labbro le meraviglie, e parve, dice Las Casas, prelibassero in quell’istante le delizie del paradiso. I musici della cappella reale intonarono il Te Deum. Le arme reali figurarono nello stemma di Colombo col motto

                    Por Castilla et por Leon
                    Nuevo mundo hallò Colon.

Quali onori poteansi negare ad un uomo che diceva, — Il mio primo viaggio non fu in certo modo che una scorsa; ma prometto alle Altezze Vostre di dare ad esse tutto l’oro di che avranno bisogno, per deboli soccorsi che mi prestino; e droghe, e cotone, e di quella gomma che non s’è finora trovata che nell’isola di Chio, e che il gran signore vende per quel che vuole; ed aloe, e schiavi, tanti quanti potranno domandarne?»

Quanto a lui, benchè inebriato un istante dall’alta sua fortuna, trionfò modestamente, e l’unica vendetta che prese di coloro che più lo avevano umiliato, fu di proclamare altamente la verità delle sue idee,

— Benedetto sia Dio, che dà la vittoria e buon esito a quei che seguono le sue strade! Esso l’ha meravigliosamente provato coi miracoli che fece in favor mio. Io tentai il viaggio in opposizione e contro l’avviso di tante persone ragguardevoli; tutti levavansi contro di me, trattando il mio progetto di fantasticheria, e l’impresa mia di chimera. Confido nel Signore, che l’esito di essa farà grand’onore alla cristianità.... Quanto ai mostri onde mi minacciavano, nulla io ne ho veduto». Gli splendori, il cui improvviso lampo venne repente ad abbagliarlo, non tolsero che si recasse ad onore di mostrarsi amico del priore della Rabida, e di professarsi obbligato a frà Diego de la Doza che fu poi vescovo di Palencia.

Ben tosto l’Europa fu piena del nome di lui; in Italia, in Francia, in Inghilterra non si parlava d’altro che della sua spedizione; gl’ignoranti gridavano al miracolo; fra i dotti s’operava una grande rivoluzione, poichè le quistioni sulla sfericità della terra, sull’esistenza degli antipodi eran risolte: l’autorità dei Padri in materia di scienza vacillava: la scoperta di Colombo era il preludio del sistema che il polacco Copernico già meditava in Italia.

La fìsica e la geografia non sono già scienze di rivelazione, ma