Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/363

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napoleone 341


Ma come spingere la Francia a nuovi sagrifizj? In quella teatrale apparizione trovava dissipato il fascino: ne’ suoi più fidi nato il bisogno dell’indipendenza, e per gli arbitrj un odio che mai non gli si era mostrato; invano accarezza la rivoluzione e le moltitudini. — Non si potrebbe incettare un po di flogistico nel sangue del popolo francese divenuto apatico e sonnacchioso?» domandava a Hauterive, che gli rispondeva: — Sire, i vostri venti anni di battaglie costarono più che le accannite guerre di venti secoli; ognuno è impaziente di veder un termine a tanto patire». Napoleone è costretto esclamare: — Non sarei mai uscito dall’isola d’Elba se avessi previsto a qual punto sarei costretto accondiscendere ai democratici per mantenermi».

In realtà non avea ridesto l’Impero che per seppellirlo definitivamente; i nemici ingrossavano; le potenze, nulla badando che, come signore indipendente dell’isola d’Elba, egli avea diritto d’intimar guerra; che, come spodestato, poteva ritentar l’acquisto del perduto, non videro in lui che il turbatore della pace europea, e dichiarandolo nemico universale, e, come ai tempi barbari, bandendo due milioni sulla testa di esso, muovongli contro, e a Waterloo il vincono irreparabilmente (18 giugno). Napoleone, fuggiasco traverso a morti e morenti, esclamando, — Non posso più rimettermi: ho disgustato i popoli», arriva a Parigi; vorrebbe rinnovar la resistenza, ma i rappresentanti gli dicon no; onde egli abdica a favore di suo figlio; si conduce a Rochefort, e non trovando legni americani, monta s’un inglese (2 agosto). Disse: — Vengo come Temistocle assidermi al focolare del popolo britannico»; ma non può il vinto dettar patti al vincitore: e le potenze lo dichiarano prigioniero di guerra, e convengono sia trasportato a Sant’Elena, isola perduta in mezzo all’immenso Atlantico, sotto la guardia degl’Inglesi.


XVII.


Colà più non destava che compassione, e come, tramontato il sole, più non se ne ricorda la vampa, ma soltanto i benefici influssi, così la Francia dimenticava gl’immensi sacrifizj che le costò l’ambizione di lui, e peggio la improvvida tornata: e che, mentre al venir suo ella disseminava per tutto il mondo idee di libertà, d’allora in poi il fantasma di Napoleone si frapporrebbe sempre all’acquisto di essa, come il più splendido rappresentante del despotismo armato.