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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.2.djvu/329

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lodovico muratori 317

anno un fatto, per ripigliarlo l’anno seguente e abbandonarlo di nuovo, come esigeva disposizione per anni; annoja il frequente dissertare sopra date o monete o documenti; annoja il trovare sconnessi i fatti dalle loro cause; nuove ricerche hanno rettificato e nomi e date e avvenimenti; il paragone colle storie forestiere chiarì meglio le nostre, raddrizzò i giudizj e lè applicazioni, ampliò le vedute, pose l’erudizione là dov’egli erasi ajutato solo col buon senso, ma gli Annali restano pur sempre il libro che non si scorre per diletto, ma più frequentemente deve consultarsi da chiunque cura la storia patria[1].

Un Novus Thesaurus inscriptionum, cioè delle non pubblicate dal Grutero, dal Reinesio, dallo Spon, aveva egli edito a Milano in quattro volumi e in quattro altri gli Aneddoti greci.

Piacquesi anche alle biografie, scrivendo quelle del Castelvetro, del Sigonio, del Tassoni, del Torti introduttor della china, suoi compatrioti, del buon duca Rinaldo I, del Maggi, del Lemene, di Fabricio, del Segneri juniore, dell’Orsi, del Giacobini[2].

    «L’armata veneta gli diede un giorno una buona spelazzata (1509).
    «Gli arrabbiati villani non furono pigri a menar le griffe (ivi).
    «Il vicerè ebbe dei meremur dal re cattolico (1563).
    «Parea che a Leopoldo non mancasse mai qualche miracolo in saccoccia per risorgere (1704)».
    L’editore dell’Archivio muratoriano dice che l’educazione datagli dai Gesuiti, i quali, accurando la latina, negligevano la letteratura italiana fosse «cagione di quelle scorrezioni, di quelle maniere meno eleganti, e in generale del difetto di quel certo sapore d’italianità che alle sue opere avrebbe aggiunto tanto pregevole condimento,» pag. 40. A pag. 195 asserisce che il re di Piemonte l’ajutò; e a pag. 207, che «dacchè esisteva una storia d’Italia, doveva esistere un regno d’Italia».

  1. Ogni studioso di questa vi ha certamente fatto delle annotazioni; e sarebbe desiderabile venissero riprodotti gli Annali con savie critiche e specialmente con quelle lasciate da Carlo Troya.
  2. Ecco la cronologia delle opere del Muratori, delle quali il catalogo è dato dal Tiraboschi nella Biblioteca modenese. — 1697, Anecdota latina. — 1700, Vita e rime di Carlo Maria Maggi. — 1703, I primi disegni d’una repubblica letteraria, — 1705, Prolegomena ad veritatis et pacis amantes. — 1706, Della perfetta poesia italiana. — 1708, Introduzione alle paci private. — Riflessioni sopra il buon gusto. — Osservazioni sopra una lettera intitolata «Il dominio temporale della Sede Apostolica sopra la città di Comacchio». — 1709, Anedocta græca. — Estratto di versi e prose e teatro di Pier Jacopo Martelli. — 1710, Supplica di Rinaldo I duca di Modena a Giuseppe I imperadore per le controversie di Comacchio. — 1711, Questioni comacchiesi. — 1710, Vita e rime di Francesco Petrarca. — Vita del padre