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| lodovico muratori | 319 |
teratura, alla giurisprudenza e alla teologia. Cominciò come tutti dalla poesia, e poichè questa sbadigliava tra le smancerie dei secentisti e le leziosaggini degli Arcadi, il Muratori non si tenne mondo di quella pece. Il suo libro Della perfetta poesia (1704) è però lo stillato di quanto di meglio aveano scritto i precettori; accusa i Francesi d’aver tutto imparato da noi, gli Spagnuoli d’averci regalate quelle metafore che diffamarono il Secento; ribatte Boileau, Rapin, Bouhours delle ingiuste censure fatte ai nostri, de’ quali rialza i meriti. Alla idolatria del Petrarca oppone buone critiche. Dante poco intende; e richiama all’imitazione dei buoni, sì, ma non ancora allo studio della natura e del vero, a restituir l’accordo fra il pensiero e la parola. Quanto alla lingua, e’ vorrebbe si cercasse non quella del Trecento ma del Cinquecento; desiderava si riformassero le opere teatrali: ma per saggio del suo gusto basti dire ch’egli propone qual modello, non solo il Maggi che in alcuni sonetti ha voce maschia e patriotica, ma fino lo sdulcinato Lemene.
Al tema stesso appartengono le Riflessioni sopra il buon gusto, cioè «il conoscere e poter giudicare ciò che sia difettoso o imperfetto o mediocre nelle scienze o nelle arti, e ciò che sia il meglio e il perfetto per seguirlo a tutto potere»: riflessioni buone e utili e che doveano servire come di norma ad un’accademia ch’egli, col nome di Lamindo Pritanio[1], avea divisata nei Primi disegni d’una repubblica letteraria d’Italia (1703); accolta d’Italiani d’ogni paese, che cooperassero alla coltura nazionale. Ivi nominava coloro che meriterebbero di starvi; col che irritò gli ommessi e n’ebbe amarezze. Anzi qualche forestiero, mal combinando questa società col nome del Muratori, lo disse autore della setta dei Liberi Muratori.
Di buone istruzioni ridonda la sua Filosofia Morale (1735), di tinta stoica qual l’avea dedotta da Quintiliano, da Seneca, da Giusto Lipsio, ma di fondo cristiana come tutte le opere del Muratori, sempre intento a conciliare la ragione colla religione. Ne’ libri teoretici della [2]
- ↑ Questo ed altri pseudonimi adoprò, dove le prime lettere LAM erano le iniziali del suo nome.
- ↑ Carolino. — Dissertazione sopra un antico documento del monastero dell’Avellanam. — Esposizione del Pater noster. — Parafrasi de’ salmi. — Lettera scritta in nome di una signora inglese cattolica ad un inglese protestante. — Risposta seconda all’em. Quirini sulla diminuzione delle feste. — Poesie varie italiane e latine.