Pagina:Jeans - L'Universo Misterioso, 1932.djvu/126

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126 la relatività e l'etere


za attivamente occupata a discutere le proprietà di questo supposto mezzo, e adesso Einstein d’un colpo lo priva della sua più importante proprietà, che è di fornire un riferimento in quiete, rispetto al quale può essere misurata la velocità vera di ogni movimento.

Il principio di Einstein può essere formulato per altra via, che mette più in chiaro il suo significato. Agli astronomi è fallita la ricerca dei corpi di Newton in quiete assoluta, «nelle remote regioni dello spazio, o forse al di là», cosicchè moto e quiete sono termini puramente relativi. Un bastimento che si mette alla cappa è in quiete solo in senso relativo — relativo alla terra; ma la terra è in moto relativamente al sole, e il bastimento con essa. Se la terra si fermasse nel suo giro intorno al sole, il bastimento diverrebbe in quiete relativa rispetto al sole, ma ambedue si muoverebbero tra le stelle circostanti. Arrestate il moto del sole tra le stelle, e rimane sempre il moto di tutto il sistema galattico delle stelle relativamente alle lontane nebulose. E queste remote nebulose si allontanano o si avvicinano l’una verso l’altra con velocità di centinaia di miglia al secondo o forse più; andando più in là nello spazio, noi non solo non troviamo riferimenti al riposo assoluto, ma incontriamo invece velocità sempre maggiori.

Se non abbiamo a guida un mezzo che pervade