Pagina:Jefte.djvu/5

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70Gli Dii bugiardi, io sarò teco ognora.
Ah! popolo infedel, che sordo al suono
Degli oracoli miei nel mal, che or tenti
Indarno di fuggir, corri insensato,
Questa sarà de’ falli tuoi la pena,
75Con pena tal l’offesa mia si sconti.
Ingrato vuoi, ch’io ti rammenti ancora
Quanto colla mia destra opraro un tempo
Là del gonfio Giordano in sulle sponde
Contro gli Cananei que’ duci invitti
80Degli eserciti tuoi? Gerico forse
Al sol clangor delle Giudaiche trombe
Esterrefatta da se stesse al suolo
Crollar non vide le sue mura? Il Sole
D’Ajalon nella valle immobilmente
85Di Giosovè non soffermossì all’alto
Comando, e sul terreno e domi e stesi
I congiurati cinque Re non furo?
Ai dirotti singhiozzi, ai lunghi pianti
Di Debora il flagello io pur sospesi,
90E al balenar della mia spada ultrice
La rovinosa innumerevol oste
Sparve tosto qual polvere, ed al crudo
Sisara traforò Giael le tempia.
Forse vorrai di Gedeon che io parli?
95No non si parli. Ancor fuma la terra
Del sangue sparso, ancor l’ossa insepolte