Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/49

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48 delle disposizioni personali

teresse, mancherà d’organi per sentire quel che v’è di nobile in bei versi e negli atti eroici che offrono ai nostri sguardi. Abbandonerà Grandisson per Robinson, e Catone non sembragli che un pazzo incocciato. Per effetto d’una simile cagione, accaderà che caratteri più serii, in ciò che reca blandimento ad alcune persone, non vedranno che frivolezza, e giudicheranno scipitezza l’amabile naturalezza d’un azione personale.

Ove il sentimento dilicato, ch’è proprio a porci in rapporto colle cose sublimi, non sarà stato spartito in una certa misura, voi vedrete pur nascere gradi diversi nei godimenti di cui sarà la sorgente e nell’espressione che servirà ad indicarli. Di modo che, lo stesso oggetto dall’uno giudicato nobile e d’una bella convenienza di proporzioni, sarà per l’altro grande sì, ma gigantesco e bizzarro.

Le occasioni che i prodotti materiali dell’arte e della natura ci forniscono continuamente d’osservare l’altrui gusto, possono servirci a determinare in un modo assai probabile, qual sarebbe il suo sentimento, chiamato a più sublimi vedute, nel dominio vasto del pensiero e del cuore. Così, assai si sospetterebbe che i prestigi dello stile e gl’incantesimi dell’amore resteranno per sempre ignorati dall’essere pel quale una bella musica non sarebbe che occasione di noia.

Esiste certo spirito di cose picciole (spirito di bagattelle), che non lascia d’essere accompagnato da un delicato sentimento; noi però pensiamo ch’ei si neghi assolutamente al Sublime. È il gusto di tutto ciò ch’è fatto con molta arte e ricercatezza, di quei versi che si leggono a ritroso, degli enigmi, de’ logogrifi, delle chaines à pu-