Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/65

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64 del sublime e del bello

do più vivo; ed io domando ad ognuno de’ miei lettori d’ambi i sessi, se costituendosi in simile caso non fossero d’altro avviso. Ninon de Lenclos; non avea certamente alcuna pretensione alla castità, ed avrebbe sicuramente men perdonato ad alcuno de’ suoi amanti che la trattasse con leggierezza sotto il rapporto delle sue attrattive; e in quanto a Monaldeschi, si sà a che prezzo pagò una parola offensiva di tal sorte, che gli sfuggi sul conto d’una principessa, poco gelosa nullameno di darsi l’aria d’una Lucrezia: sarà sempre desolante per una donna il pensare che non dipende di più da lei il seguire una dolce inclinazione, e però biasimevole, giacchè d’allora un cangiamento di direzione, per sua parte, non sarebbe riguardato che come una virtù molto equivoca.

Onde allontanare, per quanto è possibile, ciò che potrebbe eccitare tal sentimento poco attraente, la proprietà, che d’altronde conviene perfettamente agli uomini, deve collocarsi tra le prime virtù del bel sesso. Egli è raro che, in ciò essa possa esser giudicata eccessiva, nel mentre che oltrepassando in un uomo una giusta misura, sempre l’espone al ridicolo.

Leggiadro secreto dell’umana natura è il pudore, di cui fa uso per porre un freno ad un bisogno imperioso, tal fiata indomabile, e che provocato del continuo dall’istinto, non è per questo opposto alle nostre qualità morali, anche quanto entra in lotta con esse; una ragione di più per rendere il pudore necessario, come supplemento de’ principj; giacchè l’inclinazione ch’è destinata a combattere è lo più abile e lo più fecondo di tutti i sofisti in compiacenti e cap-