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| 299 | architettonica della ragion pura | 649 |
mente è o storica o razionale. La conoscenza storica è cognitio ex datis, quella razionale invece cognitio ex principiis. Una conoscenza originariamente data, donde che sia, in chi la possiede, è storica se egli conosce soltanto nel grado in cui, e per quel tanto per cui gli è stata data, vuoi per immediata esperienza o narrazione, o anche per istruzione (conoscenze generali). Quindi chi abbia propriamente imparato un sistema di filosofia, per es., il wolffiano, quantunque abbia nella testa tutti i principii, schiarimenti e dimostrazioni, nonchè la divisione di tutta quanta la dottrina, e possa quasi contar tutto sulle dita, pure non ha altro che una compiuta conoscenza storica della filosofia di Wolff: egli sa e giudica solo quanto gli fu dato. Se gli combattete una definizione, egli non sa dove prenderne un’altra. Egli ha imitato una ragione estranea; ma la facoltà imitativa non è la facoltà produttiva, cioè la conoscenza non è provenuta in lui dalla ragione; e benchè quella oggettivamente fosse assolutamente una conoscenza razionale, pure soggettivamente è meramente storica. Egli ha ben capito e ritenuto, cioè imparato; ed è una maschera di gesso d’uomo vivo. Le conoscenze razionali, che son tali oggettivamente (cioè che possono a principio provenire soltanto dalla vera e propria ragione dell’uomo) possono portare poi questo nome anche soggettivamente solo quando siano attinte dalle fonti generali della ragione, da cui può scaturire insieme la critica e fin la reiezione di ciò che si è imparato; cioè da principii.
Ora, ogni conoscenza razionale o è conoscenza ricavata dai concetti, o dalla costruzione dei concetti: la prima si dice filosofia, la seconda matematica. Della distinzione intrinseca di entrambe io ho già trattato nel primo capitolo. Una conoscenza dunque può essere oggettivamente filosofica e pure soggettivamente storica, come nella maggior parte degli scolari e in tutti coloro che non vanno mai al di là della scuola e restano tutta la vita scolari. Ma è strano, che la conoscenza matematica, comunque appresa, può tuttavia anche soggettivamente valere come cono-