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| 41 | dei raziocini dialettici | 391 |
non può mai finire in una condizione empiricamente incondizionata, e che l’argomento cosmologico dalla contingenza degli stati cosmici, secondo i loro cangiamenti, va contro l’ammissione di una causa prima e cominciante assolutamente la serie.
Ma in questa antinomia si dimostra un contrasto strano: che cioè dallo stesso argomento, da cui nella tesi è stata dedotta l’esistenza di un essere originario, nell’antitesi vien dedotta, e dedotta con l’identica forza, la sua inesistenza. Prima si dice: C’è un essere necessario, perchè tutto il tempo passato comprende in sè la serie di tutte le condizioni, e con essa quindi anche l’incondizionato (il necessario). Poi si dice: non c’è un essere necessario, appunto perchè l’intero tempo trascorso comprende in sè la serie di tutte le condizioni (che sono quindi tutte, a loro volta, condizionate). Ma causa di ciò è questa. Il primo argomento guarda solo alla totalità assoluta della serie delle condizioni, delle quali l’una determina l’altra nel tempo, e ottiene così un incondizionato e necessario. Il secondo invece prende in considerazione la contingenza di tutto quello, che è determinato nella serie temporale (poichè ad ognuno precede un tempo, in cui la condizione stessa deve a sua volta esser determinata come condizionata), onde infatti cade affatto ogni incondizionato e ogni necessità assoluta. Intanto, la maniera d’argomentare nei due casi è in tutto adeguata alla ragione umana comune, che più volte incorre nel caso di entrare in dissidio con se stessa, considerando il suo oggetto da due punti di vista differenti. Il signor de Mairan[1] ritenne la disputa di due celebri astronomi, che derivava da una difficoltà di questo genere circa la scelta del punto di vista, fenomeno abbastanza degno di nota per scrivervi sopra una speciale memoria. L’uno ragionava così: la luna gira intorno al
- ↑ Su Jean-Jacques d’Ortous de Miran (1678-1771) matematico, astronomo, filosofo cartesiano, v. Boullier, Hist. philos, cartés., II, 588-91.