Pagina:Kant - Geografia fisica, 1807, vol. 1.djvu/164

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prima d’immergersi, empiono i polmoni ampiamente di aria, e quando si sentono angustiati, lasciano sortirne un poco per una picciola apertura della bocca, e subito si sentono sollevati: qualche volta prendono seco loro grandi vesciche di aria la di cui apertura entra nella bocca; questo modo facilita moltissimo la maggior permanenza sotto acqua. Qualche volta si fa uso ancora con vantaggio di un denso e forte vestiario di pelle, che può contenere all’incirca una mezza botte di aria: questa pelle è conciata sì fitta, che difficilmente l’aria può penetrarla. Questo abito passa esattamente sopra le braccia ed i piedi del marangone, ed il davanti è fornito di un vetro. Vestito in tal maniera, egli può camminare sul fondo del mare, ed entrare in tutte le camere di un bastimento sommerso a scegliere quello che gli piace. In quelle profondità nelle quali i marangoni scendono v’è sufficiente luce per poter riconoscere tutti gli oggetti, anzi fino al segno di potervi leggere e scrivere; ma il maggior incomodo vien cagionato dalla mancanza dell’aria atmosferica. L’aria che si porta con sè ben presto è guasta; la circolazione del sangue è impedita, e questo