Pagina:Kant - Geografia fisica, 1807, vol. 1.djvu/215

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quietudine della natura1. Anche la pinna marina, grande conchiglia del mare, luccica talmente all’oscuro, che, secondo quello che racconta Shaw, essendo presa dai pescatori di Algira nella rete in tempo di notte, fa riconoscere i pesci vicini ed essa. Quasi tutto ciò ch’è stato detto con fondamento sullo splendore del mare, leggesi in una lettera assai interessante di La Lande, inserita nel Journal des Savans per l’anno 1777. Le notizie più recenti ed istruttive a questo proposito si hanno dalle osservazioni di Forster, le quali meritano che se ne faccia menzione. «Indubitatamente, dic’egli, è ca-

  1. Ammettendo che i vermi sieno la causa principale del luccicare sul mare, con che dopo tante osservazioni è fuori di dubbio, comprenderemo facilmente dopo l’esperienza frequentemente fatta, che il balenare più chiaro o forte è un indizio di burrasca, o di un cangiamento del tempo. Merita ancora di essere accennato, che quando il celebre nautico francese Turgot si bagnò nel mera colla sua compagnia, diventò con gli altri fosforico, e gli abiti stropicciandoli, ne restarono infetti fino nel giorno seguente. L’abate Nollet che, unito a Buffon, credette lungo tempo essere questa luce del mare una luce fosforica, si vide in appresso necessitato a confessare ch’essa nasce immediatamente da’ vermi, o almeno da una umidità che essi spargono nel mare.