| Questa pagina è ancora da trascrivere o è incompleta. |
e della cultura umana, fin dai tempi degli stoici e del primo cristianesimo, si alzarono voci in favore degli schiavi, la schiava non ha trovato patrocinio neppure nella migliore delle religioni, qual è la cristiana.
Anzi il cristianesimo, se da un lato, colla madre del Salvatore, volle consacrare la dignità della donna, dall’altro lato ha servito a consolidare vieppiù il concetto biblico della donna, cioè della sua creazione dall’uomo e per l’uomo. Direi persino che mai il disprezzo e l’oltraggio alla donna non sono stati così palesi e chiaramente confessati, come dai propugnatori del cristianesimo. I detti di San Paolo, di San Giovanni Grisostomo, di Sant’Agostino, di Sant’Ambrogio ed altri, tutti d’accordo a chiamare la donna la porta del demonio, lo provano a sufficienza. E questi concetti, modificati e rifatti poi dalle varie chiese e sopratutto dalla chiesa cattolica, informano ancora dopo tanti secoli la sostanza delle opinioni che hanno gli uomini e, pur troppo, anche le donne stesse, sulle capacità, sulle attitudini e sui rapporti reciproci dei due sessi.
La stessa Rivoluzione francese dell’89, che ha demolito tutte le istituzioni basate sul diritto divino, non ha recato che ben poco profitto – in concreto – alla causa della donna e, nonostante i grandi principi di libertà, fratellanza ed uguaglianza, la volle lasciata al posto di massaia, negandole i diritti civili e politici. Condorcet e Sieyès potevano invocare con tutte le forze la sua emancipazione politica e sociale; ma l’autoritario Robespierre coi Giacobini non davano ascolto.
E così per le donne sono rimaste leggi ed istituzioni che hanno origine dalla forza brutale,