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Pagina:Kuliscioff - Il monopolio dell'uomo.djvu/19

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messe, non traggono origine di là, e, se non hanno più il carattere d’una vera compera, tuttavia quanti uomini non sanno trovare mezzo più efficace per conquistarsi il cuore d’una ragazza, del regalarle un anello, un braccialetto, una catena o qualche altro ninnolo lusingatore della vanità femminile! È vero però che oggi – fattisi i tempi più civili – non avviene, tanto che l’uomo comperi la moglie, quanto il suo contrario; che cioè sia la donna che deve comperarsi un marito. E le ragazze senza dote ne sanno qualche cosa.


La donna nel medio evo


La triste vita della schiava in Grecia ed in Roma è troppo nota perchè io la rammenti. Ma, venuto il Medio Evo, sembrerebbe che, sotto l’influenza del Cristianesimo, di questa religione tutta pietà ed amore pel prossimo, la sorte della donna dovesse migliorare, poichè il prossimo più vicino dell’uomo, mi pare, è sempre stata la donna. Eppure – passatemi l’eresia – fu appunto il Cristianesimo che sanzionò e, per così dire, consacrò quella soggezione della donna, che dapprima non aveva altro fondamento che il predominio del fisicamente più forte. L’ascetismo cristiano fece considerare la donna, a quegli uomini assetati di paradiso, come una tentazione di peccato, un pericolo di perdizione, insomma – l’ho già detto – come la porta dell’inferno.

Così agli obblighi già gravi di un lavoro, del quale le massaie moderne non hanno pure una lontana idea – poichè la donna del medio evo doveva filare, tessere, imbiancare la tela, confezionare abiti e biancheria, preparar sapone e candele, attendere al campo, all’orto, alla stalla, a tutti insomma, i lavori che quella civiltà esigeva