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cellula embrionale delle società primitive, fa della donna la eguale del vinto – animale domestico prima, poi schiava, poi serva, poi semplicemente soggetta. Ed è anche perciò che in molte famiglie la nascita d’una femmina è considerata quasi una sventura. Oggi ancora fra i Brettoni in Francia, i contadini nel loro linguaggio immaginoso e rustico, quando la donna partorisce una bimba, usano dire qu’elle a fait une fausse couche. Ed è così generale questo sentimento, che lo si ritrova, rivestito persino d’identica espressione, nei luoghi più diversi e lontani. Anche in certe plaghe della Russia usano la stessa frase; dicono che la donna sdielala vikidisch’ – cioè che ha abortito.
Coll’evoluzione però delle civiltà moderne l’elemento della forza muscolare andò sempre più eliminandosi in moltissime attività sociali, nelle produzioni industriali e persino nell’agricoltura, così che la donna, nelle classi sociali che si guadagnano la vita col lavoro, si è trovata a poco a poco in condizioni su per giù eguali a quelle dell’uomo. Ed è sopratutto nel secolo nostro, che la donna, per leggi di economia politica, che qui non è né il momento né il luogo di prender in considerazione, collaborando direttamente nella produzione delle ricchezze sociali, ha potuto diventar consapevole della sua equivalenza all’uomo.
Cause odierne che spingono la donna al lavoro
Il desiderio sempre più manifesto della donna di rendersi economicamente indipendente è un fenomeno particolare dei tempi recenti; poichè la vita moderna spinge dovunque la donna al lavoro, per necessità economiche nella grande maggioranza delle classi lavoratrici e delle classi medie,