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Pagina:Kuliscioff - Il monopolio dell'uomo.djvu/34

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Lino e Canape 4,578 5,959
Tessitura in materie miste 2,185 2,530
Carta quasi eguali
Manifatture tabacchi 1,947 13,707
Conce di pelli tutti uomini

e così pure nelle officine delle Strade ferrate e nelle lavorazione di cordami.

E fra le varie provincie del regno, escluse certe provincie centrali e quasi tutte le meridionali, ove l’industria è quasi in embrione, trovò la prevalenza del sesso debole nell’industria, nella proporzione seguente:

Uomini Donne
Piemonte 22,617 40,388
Lombardia 24,438 78,743
Veneto 11,151 21,257
Emilia 4,448 6,114
Marche 2,753 6,248
Toscana 7,759 11,386

E questo non avviene solo in Italia.

In Inghilterra ed Irlanda nel 1861 erano occupate nelle manifatture 467,261 donne, contro soli 308,273 uomini; e la cifra delle donne operaie, secondo i dati di Leroy-Beaulieu, si è aumentata in dieci anni del 60%[1]. Infatti il censimento del 1875 – cioè 14 anni più tardi – ci dà che in Inghilterra il numero delle donne impiegate solo nell’industria tessile giungeva già a 541,837; quello degli uomini a soli 233,537[2].

Molte altre simili cifre avrei raccolto e dell’Inghilterra e della Francia e di altri paesi, il citare le quali tedierebbe oltre il tollerabile; ma che tutte confermano questo doppio singolare feno-

  1. Leroy-Beaulieu: Le travail des femmes au dix-neuvième siècle. Paris.1887. Pag. 28-29.
  2. Bebel: Die Frau. Zurigo, 1887. Pag. 86.