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Nel proletariato, le condizioni misere della vita obbligano, anche là, la madre a mandar lontano il bambino, perchè la donna deve portar anch’essa la sua quota nel misero ménage della loro esistenza.
Oh! Sì! La maternità sarebbe uno dei compiti più elevati della donna nella vita sociale, dei più soddisfacenti le sue tendenze psichiche e dei più confacenti allo sviluppo del suo organismo.
Ma l’educazione e l’istruzione che si danno generalmente alle donne sono forse dirette a prepararla ad adempiere il più grande dei suoi doveri?
La ragazza, in tutte le classi della Società, ignora tutto, ed è guidata dall’ignoranza e dai pregiudizi delle antenate e delle comari.
Che cosa sanno le ragazze del come nasce, del come cresce e si sviluppa un bambino? Quali nozioni di fisiologia e d’igiene ricevono esse per avere un concetto qualunque del come un bambino si alleva fisicamente e moralmente sano?
La madre dunque, per l’ignoranza in cui si tiene la donna, perde ben presto ogni autorità morale sul figlio. Un ragazzo di la ginnasiale comincia a saperne più della sua madre e, andando avanti, che cosa ne nasce?
L’armonia morale, l’unione intellettuale della madre coi figli va sempre scemando – la madre è rispettata, ma il figlio è un ramo che si stacca dall’albero, e la madre, dopo una vita triste, travagliata da sofferenze e da affanni, non ha con sè e per sè neppure l’ intima amicizia dei suoi figlioli.
Se la donna adempisse i suoi doveri di madre, formando l’intelligenza ed il cuore dei figli, allora