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Inesplicabilmente perchè non si comprende come un critico così esatto e minuzioso abbia potuto affermare essere la scala su cui è costruito il tema di questa ninna-nanna basata sul sol e su questa nota aggirarsi tutta la melodia, mentre invece la scala su cui si basa la mélodia va da la a la con la terza maggiore (do diesis) e pel resto formata di note naturali, come l’ottava hipodorica dei greci, che differisce dall’ottava ipofrigia in quanto il secondo semitono cade in questa fra il sesto e settimo grado, mentre in quella, l’hipodorica, fra il quinto e sesto grado della scala. Abbiamo cioè tra le battute seconda e terza, quarta e quinta, la cadenza della sensibile alla tonica con un tono di distanza anzichè con un semitono, come vorrebbe il moderno senso tonale. Tale modo di cadenzare è proprio di parecchia musica popolare ed io già lo feci notare per alcune melodie sarde e calabresi in uno studio sulla polifonia presso i greci.
Quanto al resto noi crediamo che la ninna-nanna in questione esista qualche cosa più delle due generazioni che gli accorda l’Adaïwsky e la mettiamo invece ira la musica più antica conosciuta. Tarda sopravvivenza della musica preistorica che tanto influì su quella greca.