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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/79

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Ho citato i canti da trastullo infantile e, una volta tanto, mi permetto darne uno del Piemonte ( Tav. n. 12).

Il Nigra ne dice: «Il coro dei cantanti imita qui, col gesto, accompagnato da danze, l'atto del piantare e così di seguito l'atto del bagnare, dello sgusciare, del mangiare. È un'imitazione col gesto, accompagnato da canti e danze, delle operazioni indicate dalle parole. Tali imitazioni sono comuni nella poesia popolare di molti paesi. Esistono in Francia, in Provenza, in Germania, nei paesi Slavi e altrove.»

Ed è vero. Solo che la melodia di tali canti non ha quasi mai caratteri etnici nè cronologici e non trovasi quasi mai, almeno a quanto io ne so, presso i popoli primitivi, se non come riduzione delle melodie usate dai grandi.


Ma una stanca e fioca voce d'uomo esce co- me di sotterra. A chi rivolge il suo canto e quali parole accompagna a quella monotona e triste melodia? Ascoltate:

Troitina, dundeina, troitina, dundun.
Travaja, pover'om, t'arè mai nen.
T'è nà s'la paia, t'morrè sül fèn
Troitina, buntemp.