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Pagina:L'astronomo Giuseppe Piazzi.djvu/50

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IL PIAZZI A PARIGI. 41

scienze in ogni Stato, e soprattutto coltivate le sublimi. «La fisica, la chimica, l’idraulica, la meccanica, l’anatomia, la storia naturale — così scrive lo Scrofani — e in particolare la mineralogia, la botanica, la metallurgia, toccavano il punto di loro perfezione: le università travagliavansi con migliori regole a dirigere la gioventù; le accademie possedevano insigni professori e davano periodicamente alla luce il risultamento delle loro dotte fatiche: aprivansi dappertutto licei, scuole, sì pubbliche che private; e mentre da un lato si scioglievano e si ricomponevano gli elementi e quasi la natura delle cose; mentre con l’invenzione dei nuovi strumenti cambiavasi, per così dire, lo stato del cielo, — i musei, gli orti botanici, le biblioteche, i giornali scientifici toglievano ogni distanza tra le quattro parti del mondo, e ne riunivano non che le produzioni della natura e dell’industria, ma quelle ancora della mente.»1

D’altra parte, questo l’aspetto politico d’Europa.

Già da qualche tempo andavano manifestandosi in tutti i popoli nuovi bisogni, desideri di cose nuove; e i regnanti — sebbene cercassero frenarli per tema di vederli cadere in intemperanze, conseguenze immancabili al troppo rioperare e al tutto niegare — non pertanto vedevano la necessità di farli, almeno in parte, soddisfatti nelle loro domande, ed essere indispensabili alcune riforme nelle leggi con le quali reggevano i sudditi. Giuseppe II, reggitore dei dominj austriaci,


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  1. Elogio di Giuseppe Piazzi.