Pagina:L'astronomo Giuseppe Piazzi.djvu/69

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60 RELAZIONE CON RAMSDEN.


Vivissimo il desiderio di conoscere Jessé Ramsden, di Halifax, inventore famosissimo di strumenti astronomici; onde fu sua prima cura accostarsi a lui, non

    cadono i raggi del Sole, e l’altra solo illuminata dalla luce riflessa dalla nostra Terra.
    Tutte le circostanze sembra quindi che dimostrino, che questo fenomeno è cagionato dalla luce che l’atmosfera di Venere riflette sul suo disco oscuro, luce che è quella medesima ond’essa atmosfera è illuminata dal Sole, e che suole chiamarsi crepuscolo. Ma ciò si renderà anche più chiaro, se noi porremo in confronto le diverse relative apparenze delle due punte del crescente.
    Il 9 marzo, quando la punta meridionale si avanza entro l’emisfero oscuro sotto forma di uncino, non si scorgeva alcuna traccia della luce pallida suboscura, che appariva alla punta boreale. Pel contrario il 10, in cui il prolungamento uncinato della punta meridionale era assai diminuito, vedeasi non solo alla punta settentrionale, ma ancora alla meridionale la descritta pallido-suboscura luce, sebbene più debole così a questa che a quella. E lo stesso confermavano le osservazioni fatte dopo la congiunzione. Ora, per mezzo dei crepuscoli sopra annunziati, assai facilmente si rende ragione di questo fenomeno. Il prolungamento della punta meridionale, siccome fu osservato il 9, dee attribuirsi alla luce del Sole, che direttamente colpiva la vetta dei monti in quella parte collocati, e perciò non aveva essa una figura circolare; e siccome la sua luce era vivissima, ne rimaneva vinta e sopraffatta la crepuscolare: non altrimenti che sulla nostra Terra, ove i monti posti in faccia al Sole, che nasce, o tramonta, non lasciano ravvisare alcun segno di luce crepuscolare in quei luoghi, che giacciono innanzi ad essi. Senza di