Pagina:L'astronomo Giuseppe Piazzi.djvu/71

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62 RELAZIONE CON RAMSDEN.

Svizzero, per apprendervi il meccanismo degli orologi, importantissimo a sapersi in astronomia, specie quello dei pendoli di compensazione e dei cronometri a lon-

    direzione del piano, che separa l’emisfero rivolto a noi dall’altro opposto.
    Ora, nelle sole quadrature a poca distanza delle medesime, il piano, che separa l’emisfero rivolto verso la Terra, giace nella direzione dei raggi solari; nelle congiunzioni, o assai vicino alle medesime, questo piano è perpendicolare ai raggi solari. Nel caso nostro pertanto la misura dell’estensione del crepuscolo essendo stata presa nella direzione del piano di separazione dei due emisferi, e Venere essendo allora assai vicina alla congiunzione, fu essa misura perpendicolare ai raggi del Sole, e perciò diversa della vera. Però, si può assi facilmente rintracciare la vera quantità del crepuscolo. Poichè, prese dalle tavole pel momento delle osservazioni le vere distanze di Venere dalla Terra e dal Sole, e la differenza della longitudine, con un calcolo assai facile e breve si troverà, siccome di fatto ha trovato il signor Schröter, che l’arco della vera estensione del crepuscolo non è che di 4° di un gran cerchio di Venere. Quindi se il semidiametro di Venere si faccia di 184 miglia geografiche, sarà la zona in cui si diffonde il crepuscolo di 67 miglia di larghezza; e poichè sulla nostra Terra si chiama crepuscolo comune quello, il di cui ultimo termine passa per lo zenit (il che si verifica essendo il Sole 6° e 23' sotto l’orizzonte), per analogia potremo similmente chiamare crepuscolo comune di Venere quello, che abbiamo presentemente determinato.
    Se ora l’estensione del crepuscolo vero, che su di un gran cerchio di Venere si è trovata di 4°, 38' e 30", si riduca in parte del cerchio, su cui da principio fu misurato il diametro