Pagina:La Cicceide legittima.djvu/2

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

A CHI LEGGE.



SE fra gli Amici il tutto è commune, non dei stupirti Lettore, che io mi sia presa la briga di far ristampare quest’Opera, che ti presento, perchè essendo parto di un mio parzialissimo Amico, ed avendol veduto correre non meno mutilato, e confuso, che adulterato, e scorretto; avrei creduto di violar le leggi dell’Amicizia, s’avessi tralasciato di procurarne in tal guisa la correzione. Questa ti si presenta, acciocché sia da te letta, quale appunto uscì dalla penna dell’Autore, che sebbene non ebbe mai l’intenzione di publicarla, non però ha potuto non dispiacergli di vederla trasfigurata, e desiderarne o l’abolizione, o l’emenda; ma giacchè quella non era in suo potere, ha lasciato a me la libertà di procurare questa, che è stato l’oggetto della mia applicazione, col reiterarne la stampa, e soddisfacendo insieme alle preghiere di molti, ho voluto anche con qualche violenza accrescervi non pochi Sonetti tralasciati nell’altra edizione, acciocché tu goda l’Opera non sol corretta, e compiuta, ma depurata dagl’infelici aborti, che furono tramischiati per entro d’un’altra Penna, e come potranno ben riconoscersi da chi ha senno.

Al zelo, che ha avuto di emendarne gli errori ha donato l’Autore gli altri componimenti, che ora escono in luce, sebben l’ha fatto con altrettanto di repugnanza, quando fu grande il disgusto, che risentì per l’impression precedente, messo pur’anche all’ora da due riguardi, il primo versava circa la Religione, dubitando egli, e con ragione, che alcuni Sonetti allusivi a ma-