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il nuovo orientamento della donna ecc. 105


per le separazioni penose, si è svegliato spesso un sordo risentimento a sentir chiamare oggi «virtù» ciò che fino a ieri era chiamato difetto, e viceversa — a trovarsi incitata a non pensar più esclusivamente ai propri cari mentre fino a ieri tale esclusivismo era considerato come il più bel fiore della sua femminilità. Molte, moltissime donne hanno sofferto d’un profondo, naturale, ma pericolosissimo rancore per questo repentino cambiamento di valori. Diciamo «pericolosissimo», perchè in moltissimi casi ha impedito loro di acconsentire alla guerra e di rafforzare l’animo dei loro uomini come il momento richiedeva. E molti uomini, accorgendosi di questo, hanno capito forse per la prima volta come una educazione femminile ristretta può non bastare a tutte le esigenze della vita, nè meno a quelle della famiglia — che la donna educata ad ignorare i più alti bisogni sociali può in conseguenza ignorare talvolta anche quelli del suo proprio compagno, che l’egoismo insomma ha sempre le sue fatali, inevitabili ripercussioni, ritornando a colpire chiunque lo semina.

Ma l’intendersi di politica da parte della donna vuol dir qualche cosa di molto diverso da ciò che se lo figurano la maggior parte degli uomini oggidì, specialmente in Continente. Io appartengo, Signori, ad un paese che dopo cinquant’anni di lotta ha finalmente concesso il potere politico alla donna, ma vi assicuro che questa grande vittoria non rappresenta per me tanto una conquista politica, nel senso ordinario della parola, quanto un grande, solenne trionfo morale, spirituale, religioso. Io so a quali scopi le donne inglesi adopreranno questo loro nuovo potere, e, per averne un’idea, basterebbe studiare un pò certe leggi approvate nelle varie colonie dell’Inghilterra, dove la donna