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124 lucy re bartlet

Dalla base dunque di questi fatti, io sono in grado di sapere che non c’è stato sviluppo intellettuale, politico o economico della donna in Inghilterra che non ha avuto un subitaneo, se pur nascosto riflesso sulle condizioni della maternità e sull’educazione dei figli, specialmente in tutto quanto riguarda l’insegnamento della morale. Più la donna diventa libera, più impara a proteggere la propria missione creativa, e insegna ai figli di rispettarla ugualmente in altre donne. Non crediate con ciò ch’io mi faccia l’illusione di ritenere che il vizio non infierisca in Inghilterra con lo stesso terribile vigore che infierisce dovunque — sarei veramente ingenua se credessi una cosa simile. Dico solamente che c’è almeno una aperta lotta per la conquista di condizioni migliori, e grazie alla crescente influenza della donna, questa lotta non incontra più il cinico sorriso che anche da noi avrebbe incontrato mezzo secolo fa. Pensate un po’ che cosa deve significare il solo progresso della donna in medicina e chirurgia. Pochi in Italia sanno forse che dal principio di questa guerra ci sono stati ospedali in Francia, nella Serbia, nel Belgio e nell’Inghilterra intieramente sorretti e serviti da donne, donne per l’assistenza medica e chirurgica, come per quella proprio d’infermiera, e che alcune delle più insigni di tali donne sono state poste dal Governo Inglese, fin dal primo anno della guerra, a capo di grandi ospedali militari, a Londra e altrove. Ora di fronte a un tale aumento di conoscenza e di prestigio scientifico, intenderete facilmente come divengano sempre più difficili certe snervanti e corrotte dottrine in materia morale, alle quali troppi medici si sono prestati in passato, e che la donna non istruita ha dovuto, fino ad oggi, semplicemente subire: oggi, grazie a Dio, oltre ai molti uomini di scienza che co-