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fratellanza e morale 141


deve pensare a piacere, ma deve dimenticare sè stessa e, fisso lo sguardo nell’ideale che essa intuisce e intravede, deve additarne la via al suo compagno, e ispirarlo ed inalzarlo. Per essere vera ispiratrice dell’uomo, essa dovrà dunque sempre rimaner fedele alla Verità che essa intuisce, non dovrà mai sacrificarla, mai far appello all’altrui debolezza per raggiungere un proprio intento, mai falsare la sua o l’altrui natura con finzioni di qualsiasi genere.

«La donna nella sua relazione con l’uomo» ha scritto una valorosa scrittrice, Lucia Re-Bartlett, «deve stare con le cose che lo liberano, non mai con quelle che lo legano; ha da spingerlo alle cose di cui egli ha vero bisogno, anche se abbiano a distorlo da lei. Suo dovere ha da essere, non di rendersi indispensabile, ma piuttosto di rendere a lui indispensabile il possesso del suo proprio spirito e di tutte le forze innate più alte. All’impulso di darsi deve sostituire quello di rendere all’uomo sè stesso». La donna che agisca diversamente non è più vera compagna o ispiratrice per l’uomo, ma diventa per lui una catena che limita le sue possibilità, un peso che impedisce la sua ascensione.

Occorre pertanto che essa sappia veder chiaro in sè stessa, nelle proprie intenzioni, e acquistare una netta visione delle cose e della vita, per essere in grado di discernere l’Amore vero, disinteressato, da quello egoista, per arrivare a intendere la Verità.

Perchè sviluppare quel vero sentimento di Amore e approfondire quella conoscenza della Verità che, come ho detto, possono soli servire di base alla nuova concezione della Fratellanza e della Morale, altro non è, che una quistione di evoluzione di discernimento: Che cosa sono però veramente Amore e Verità? Come