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fratellanza e morale 143


continua ricerca di emozioni e di svaghi, che generano lo scontento, il senso di vuoto nella vita, di cui tanti oggi soffrono il tormento. Nè basta l’assenza di ogni elemento d’egoismo, nell’amore occorre anche discernimento, senza di che sono nuovi errori, e nuove sofferenze.

Ai semplicisti sembra molto facile fare il bene, esercitare la carità, sviluppare l’amore, raggiungere la pace universale. Invece è quanto vi ha di più difficile! Essi dimenticano che in ogni uomo che incontriamo, per quanto evoluto egli possa essere, e pieno di buoni propositi, la Realtà è colorata diversamente, per effetto della sua speciale razza e nazione, famiglia ed educazione, per le esperienze e le vicende attraversate, per l’indole e disposizione che gli è propria. Non pensano che per metterci a contatto col nostro prossimo occorre non ignorare le diversità di educazione, coltura e temperamento che dividono uomo da uomo, e che bisogna per virtù di discernimento saper superare queste, che non sono che superficiali differenze, per giungere all’intima sfera, alla sfera del cuore, dove ogni uomo sente in comune col suo simile. Si può dissentire in politica, in teorie sociali, in educazione, in tutto, e nondimeno essere fondamentalmente capaci d’inten­dersi, di trovare un punto di contatto sul quale incontrarsi. Basta aver sofferto pene e dolori che altri ha pure sofferto, potersi rallegrare per le medesime cose per le quali altri pure si rallegra. Un noto filosofo ha osservato quanto sia «difficile alle volte intendersi a proposito del mondo esteriore con persona che s’incontri in lontano paese, mentre invece riesce facile intendersi su ciò che il cuore sente e desidera. L’amore è cosa assai complicata, di cui nessuno dovrebbe ardir di dare la definizione, od osar di penetrar senz’altro