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fratellanza e morale 153


e laboriosamente compreso e assorbito dalle masse stesse, e ogni volo del pioniere aiuta la collettività a progredire dì un passo verso la mèta finale. Il Kan­dinsky predice un’era felice in cui la verità completa verrà raggiunta, allora, egli dice, l’arte potrà manifestarsi in tutto il suo splendore. Egli chiama questo apogeo futuro di un’arte fondata sulla verità «l’arte monumentale» e graficamente ce lo rappresenta come una piramide, di cui la verità è il punto culminante, il vertice, verso cui da ogni parte tendono e convergono ugualmente le aspirazioni delle masse evolute, dell’intiera umanità. E difatti, come dice il Bataille nella prefazione di un suo dramma «C’est toujours par ce qu’elle contient de veritè qu’une oeuvre nouvelle choque ses contemporains; c’est toujours et seulement par ce qu’elle aura contenu de veritè, que cette oeuvre est appelèe à subsister dans l’avenir».

Per la ricerca di questa verità fondamentale, come abbiamo detto, occorre però un discernimento chiaro, spassionato, occorre essere padroni di sè stessi e delle proprie passioni. E queste si possono vincere soltanto se ci si dedica ad un esame profondo, accurato, continuo e metodico dei propri pensieri, delle proprie azioni e dei reconditi moventi delle medesime. Si arriva allora a strane scoperte, si va incontro a profonde umiliazioni! Se le passioni non sono vinte, esse offuscano la forza ricettiva della nostra anima, la quale non può allora più venir direttamente fecondata dal mondo spirituale che l’attornia. Una prova dell’influenza potente che le passioni imperfettamente domate possono ancora esercitare anche sulle Individualità più nobili ed elevate, ci viene data dall’estasi di quei Mistici, i quali, sebbene indubbiamente sinceri nel loro fervore religioso, parlano nondimeno delle loro visioni