Pagina:La Donna e il suo nuovo cammino.pdf/173

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oggi e domani 163

Quando specialmente le macchine — e il giorno non è lontano — si saranno sostituite all’uomo nei lavori pesanti di aratura, trebbiatura ed altri, la donna potrà da sola reggere tenute importanti e contribuire nella più larga misura allo sviluppo delle industrie agricole. Accanto alle grandi industrie, molte importanti piccole industrie si possono esercitare. E per la donna quale visione più lieta della cultura di fiori e piante rare, di quella ancora più utile di piante medicinali, ponendo così un’altra pietra all’edificio di difesa dell’industria nazionale! L’allevamento di animali necessari all’economia domestica va di pari passo con lo sviluppo delle industrie agricole. Un razionale allevamento di polli, di conigli, accanto a quello dei bachi da seta, di cui già si sente dovunque la enorme importanza, apre nuove vie di lavoro e di attività alla donna che deve soltanto essere guidata e diretta per raggiungere i più utili risultati.

Eppure il popolo risolve più facilmente i problemi primi della esistenza. Come gli uccelli migratori, anche quando la patria non può dare il pane quotidiano, lo va a cercare altrove. Per la piccola borghesia invece, il problema femminile si presenta pauroso.

Appena si è usciti dal popolo e non si può adattarsi a un mestiere e si comincia a studiare con un miraggio di guadagno e di indipendenza, le difficoltà sorgono da ogni parte. Senza dubbio l’insegnamento rimane l’esplicazione più naturale del lavoro femminile; ma appunto per questo le diplomate insegnanti sono in tale numero che non è possibile sempre trovare la loro sistemazione. Moltiplicatisi quindi i bisogni di vita, le donne, anche munite di titoli di studio, hanno accettato posti di commesse, di dattilografe, facendo così la strada a tante disutili che, profittando